L'arte nel “Mare Nostrum”
giovedì 11 febbraio 2010
Una trentina di artisti di ventiquattro paesi dell’area mediterranea segnalati dalle rispettive ambasciate, per un totale di circa quarantotto opere esposte: questi i numeri della mostra, ad ingresso gratuito, “Espressioni pittoriche dei paesi del Mediterraneo”, che sarà visibile fino al 17 febbraio presso il salone Borromini della biblioteca Vallicelliana, sita in piazza della Chiesa Nuova a Roma.
L’esposizione, realizzata dalla Upmed (Università popolare mediterranea) e dal suo “gruppo romano” (rappresentato da Ugo Giordano, Corrado Frateantonio e Gianni Izzo), è stata inaugurata la settimana scorsa con una conferenza stampa ad hoc, in cui sono intervenuti il senatore crotonese Maurizio Mesoraca, la professoressa Sara Muscarà ed il dottore Amedeo Bonifacio.
L’obiettivo è quello di promuovere il dialogo e lo scambio sociale, economico e culturale, attraverso l’incontro, fra arte e popoli diversi legati da un’aerea geografica comune e caratterizzati altresì da fenomeni di “contaminazione culturale” legati all’emigrazione.
Promossa dall’Università popolare Mediterranea (Upmed) con il patrocinio dell’assessorato alle Politiche culturali e della comunicazione del Comune di Roma, dalla Regione Lazio, dalla Provincia di Roma, dal Ministero per i Beni e le attività culturali, dalla biblioteca Vallicelliana, dalle ambasciate dei Paesi partecipanti e, sponsorizzata da “Il Campo” ed “Art&Broker”, la mostra sbarcherà prossimamente anche in Calabria, specificatamente a Crotone ed a Santa Severina.
Qui, a seguito dei contatti presi inoltre, esiste già la volontà di un fattivo coinvolgimento, da parte delle istituzioni locali (Regione, Provincia di Crotone, Comuni di Santa Severina e di Crotone).
“Il futuro dell’Italia, ed in particolar modo del Sud e della Calabria, risiede nel Mediterraneo - spiega il presidente della Upmed di Crotone, il senatore Maurizio Mesoraca - che non solo rappresenta il passato e le nostre radici ma anche lo sviluppo e quindi il futuro, grazie a scambi internazionali che permetterebbero di tessere rapporti socio-economici e culturali con tutti i paesi che gravitano sul ‘mare nostrum’. Ed è per questo che speriamo che le istituzioni locali meridionali, sappiano cogliere l’importanza di quest’iniziativa”.
“La mostra arriverà in Calabria - continua Mesoraca - probabilmente a primavera, per dare il tempo a tutte le istituzioni locali di organizzarsi e di aderirvi. Lo scopo infatti è quello di fare conoscere il mondo alla Calabria e viceversa”.
“Questo è solo il primo step e - aggiunge - vuole rappresentare una sorta d’impegno, che dovrà proseguire con nuovi eventi negli altri paesi del Mediterraneo ed in Calabria, coinvolgendo altresì istituzioni ed operatori culturali dei Paesi e delle autorità ospitanti”.
Dopo un glorioso passato pregno di miti, folklore, lingue differenti ed anche conflitti, il Mediterraneo trae nuova linfa per il futuro perché “ponte internazionale” con l’Asia e la nuova potenza economica cinese, ed il Medio Oriente. Ma questo ruolo di nuovo protagonista economico, potrà divenire realtà solo se verranno promossi progetti concreti ed iniziative continuativamente, a livello nazionale e locale.
“Lo sforzo di questi artisti infatti - dice la professoressa Sara Muscarà - è quello di ricreare ed anzi rinverdire la parola “Mediterraneo”, caricandola di nuovi stimoli per il futuro”. Ed è proprio l’arte, come evidenziato dalla Muscarà che fa riferimento a Corrado Alvaro come a Nino Martoglio, Pirandello, Pier Maria Rosso di San Secondo ed alla “Compagnia del teatro Mediterraneo” del 1918, atta ad unire in un progetto tutti i popoli in un’unica area mediterranea, che ha il compito di incontrare, unire e metter a confronto. Raccolte in un catalogo che funge da “scrigno aere perennius”, le opere spaziano dalle icone bizantine indicanti l’incontro tra le genti della Kurtagic’ all’abbraccio simbolico del mondo di Chistou, fino ad arrivare al senso della vita contrapposto a quello della morte racchiusi nei lavori della Frolet od a quello “nascosto nelle pieghe dell’infinitamente piccolo” della Iatruli od, al passato in contrapposizione al nuovo che avanza, di Frateantonio.
Colori caldi od evanescenti, segni di civiltà perdute, astrazioni, donne, bizzarrie fornite dalla natura, “onde che percorrono la vita contro le ansie”, forme geometriche, fumetti “per ritrovare le proprie radici attraverso la storia”, sono i protagonisti assoluti, gli uni accanto agli altri per raccontare un’area di crocevia e le proprie genti.
“Il Mediterraneo è stata la culla della civiltà - afferma Amadeo Bonifacio, che ha voluto altresì dedicare, nel corso della conferenza, una nota critica ad ogni opera presente nel catalogo della mostra - C’è stata però una frattura dovuta ad ideologie contrapposte, legate al concetto dell’avere e non dell’essere, che ha creato conflittualità. Solo se ci si riappropria dell’Essere, si può riprendere quel filo conduttore che può condurre alla pace. Questo però, è qualcosa che possono fare solo gli artisti”.
Questi i nomi e i paesi d’origine degli artisti presenti sul catalogo della mostra: Xhovalin Delia (Albania); Aghim Muca (Albania); Brahim Achir (Algeria); Nisveta Kurtagic’ (Bosnia-Erzegovina); Ruza Gagulic (Bosnia-Erzegovina); Mattheos Christou (greco - cipriota) Aristotelis Demetriou (greco - cipriota); Andreas Makariou (greco-cipriota); Umit Inatci (turco-cipriota); Dalibor Jelavic (Croazia); Zeljko Lapuh (Croazia); Walled Fawzi Matar (Egitto); Abd El Kalik Yhia (Egitto); Elizabeth Frolet (Francia); Bèatrice Pasquet (Francia); Lila Iatruli (Grecia); Julianos Kattinis (Grecia); Calev Castel (Israele); Angelo Cassia (Italia); Corrado Frateantonio (Italia); Aref El Rayess (Libano); Jeni Caruana (Malta); Anna Galea (Malta); Mohamed Melehi (Marocco); Souhail Benazzouz (Marocco); Milos Popovic Miki (Montenegro); Suleiman Mansour (Palestina); Khaled Hourani (Palestina); Albuquerque Mendes (Portogallo); Alberto Parres (Spagna); Esteban Villalta Marzi (Spagna); Imed Shabou (Tunisia); Fatih Mika (Turchia); Aykut Saribas (Turchia).
Antonella Trocino